Panettone solidale

Panettone solidale

Vai al panettone

Fai una donazione

Fai una donazione

Vai alle donazioni

COME NASCE L’IDEA

Ciao, donatore!

Per noi essere un Corriere in Bicicletta non è solo un lavoro ma è anche appartenere a una comunità mondiale di corrieri che condivide principi di uguaglianza, rispetto e di solidarietà verso il prossimo.

Nell’ultimo anno abbiamo avuto purtroppo diversi colleghi che hanno sofferto di dipendenze, depressione, autolesionismo fino al caso estremo di un ragazzo che ha perso la vita.

L’occasione di poter offrire a loro un lavoro che li tenga distratti è molto importante per noi, ma quasi sempre non è la cura o soluzione ai loro problemi.

Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare questa raccolta fondi, per cercare di dare una mano a chi questo aiuto lo da in modo professionale e quotidiano.

Tutto il ricavato infatti verrà donato all’Associazione di famigliari “Fare Assieme” che da anni si occupa di inclusione, benessere famigliare e salute mentale a Milano, e al Centro Diurno di via Primaticcio 8, dell’Asst Santi Paolo e Carlo, che si occupa di riabilitazione psichiatrica e che ospita, tra i molti laboratori e gruppi, anche una ciclofficina, che utilizza la bicicletta come strumento relazionale e di approccio al lavoro

Grazie mille per averci dato una mano e buone feste!

CHI STAI AIUTANDO

– L’associazione Fare Assieme di promozione sociale e Solidarietà Familiare per il Benessere e la Salute Mentale intende creare situazioni in cui tutti si possano esprimere liberamente e socializzare per contrastare l’isolamento in cui cadono, in particolare le persone con disagio mentale e le loro stesse famiglie.

Per questo l’Associazione ha attivato vari laboratori gratuiti: artistico espressivo, fabbrica candele, coro, computer, danza movimento, yoga, sartoria, ascolto musica, lettera, poesia, gruppi di automutuoaiuto nonchè gite e vacanze. Spesso avvalendosi, quando possibile, di professionalità di volontari o ove necessario di professionisti.

– Il laboratorio di “Psicofficina” è uno dei gruppi riabilitativi e terapeutici che offre il Centro Diurno di via Primaticcio, facente parte dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano; esso pone la bicicletta, la sua cura a manutenzione, come strumento relazionale e riabilitativo per il gruppo di pazienti che ne fanno parte.

Le attività del laboratorio possono essere finalizzate all’acquisizione di competenze di base per quanto riguarda piccole riparazioni o conoscenze di tecnica ciclistica.

Il gruppo è composto da 6 pazienti, oltre al conduttore, che si riuniscono a cadenza settimanale, portando avanti sia progetti a medio-lungo termine, che riparazioni veloci; nel contempo, è anche possibile offrire questo come spazio aperto a chi abbia voglia di riparare o rimettere in sesto la propria bicicletta, o semplicemente incuriosito dalle attività che vi si svolgono, e quindi disposto a partecipare a qualche incontro senza dover impegnarsi in un gruppo strutturato.

Sebbene ogni paziente abbia la possibilità di portare avanti un proprio progetto ciclistico personale, il laboratorio permette uno scambio relazionale importante tra i partecipanti: chi è più esperto può seguire chi è alle prime armi, si può lavorare in più persone su una stessa bici, dividendosi i compiti, coordinando i lavori, confrontandosi sulle modalità o sulle tecniche.

Il laboratorio di ciclofficina può anche offrire i propri servizi a volontari o personale del Centro Diurno, oltre che agli abitanti del quartiere, dietro rimborso del materiale utilizzato o ad offerta libera, dando la possibilità e la soddisfazione ai pazienti di portare a termine e concretizzare il lavoro svolto.

Infine, stiamo anche pensando di allargare la proposta in futuro, organizzando, ad esempio, piccoli giri in bicicletta alla scoperta del territorio e giornate a tema, in cui poter mettere all’asta alcune delle biciclette recuperate e restuarate.

ECCO PERCHE’ CI APPELLIAMO ALLA VOSTA GENEROSITA’ PER SOSTENERE QUESTO QUESTE NOTRE ATTIVITA’.

Ogni uno di noi non ha solo problemi, ma anche risorse

Non c’è Salute senza Salute Mentale

STORIA

Marco, durante l’ultimo anno delle superiori, comincia a non stare bene, vive con ansia e paura i suoi impegni, anche quelli che gli erano piaciuti fino a quel momento.

Viene portato in pronto soccorso e ricoverato nel reparto psichiatrico di uno degli ospedali della sua città.

Si parla di esordio psicotico, ma Marco non sa cosa voglia dire e come vada affrontato.

Resta in reparto per un mese, poi viene dimesso e torna a casa, ma le cose non sono più come prima. Non esce più, si rinchiude in casa, abbandona la scuola, il basket e le sue amicizie. Comincia ad essere seguito da un medico psichiatra di un Centro Psico Sociale, che decide di inviarlo al Centro Diurno di riabilitazione psichiatrica di via Primaticcio. Qui viene accolto, gli educatori gli presentano le varie attività alle quali può partecipare, che sono una preziosa possibilità di relazionarsi in gruppo con persone che stanno vivendo, o hanno vissuto, esperienze simili a quella che si trova ad affrontare; il confronto, il mutuo aiuto, il sostegno degli operatori permettono ad Marco di cominciare ad affrontare la malattia con più forza, senza stigma e nel modo migliore.

Marco entra a far parte del gruppo giovani, che è un laboratorio di relazioni in cui sono i ragazzi a scegliere cosa fare, e anche della squadra di calcio del Centro Diurno, con la quale partecipa al campionato regionale Uisp. Ogni settimana si allena con gli altri ragazzi, recuperando una buona forma fisica, e, accompagnati dagli educatori, utilizzando i pulmini dell’ospedale, vanno a disputare ogni settimana una partita con altre squadre lombarde di altri centri diurni o comunità; è l’occasione per tornare un po’ a viaggiare, ad utilizzare i mezzi, a fare squadra.

AI genitori del ragazzo viene consigliato di rivolgersi all’associazione di familiari “Fare Assieme”, che da anni collabora con il Centro Diurno; qui vengono in contatto con altre famiglie che stanno vivendo, o hanno vissuto, la stessa esperienza, e cominciano a frequentare i gruppi di discussione e di mutuo aiuto, che permettono loro di avere un prezioso sostegno per affrontare al meglio ciò che sta accadendo ad Marco.

Passano i mesi, e Marco sta meglio, si sente più sicuro, prende la terapia che lo aiuta a trovare un nuovo equilibrio. Quando apre il laboratorio di ciclofficina, sempre all’interno del Centro Diurno di Primaticcio, è tra i primi a farsi coinvolgere. Fare qualcosa di manuale, iniziare un restauro di una bicicletta, fino alla sua coclusione, lavorare in gruppo, o impegnarsi in nuove mansioni, sono cose che gli danno soddisfazione.

Durante l’anno appena trascorso Marco si è dimostrato puntuale e affidabile, ha imparato come compiere riparazioni ciclistiche di base, ha aiutato chi è entrato nel laboratorio dopo di lui. Questo ha permesso di pensare per lui un invio al Polo Lavoro, un servizio formato da educatori che si occupano di inserimenti lavorativi mirati e protetti. Ora Marco ha iniziato un corso di informatica di base che durerà tre mesi e gli darà una competenze spendibile nel mondo del lavoro.

Il suo progetto prevede in futuro un inserimento osservativo proprio in questo campo, seguito da un tutor, in seguito al quale potrà essere assunto e dare un nuovo inizio alla propria vita.